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Conosciuto anche come "Il paladino che non rescua", "il barbaro che non berserka" o ancora "come mai non meni una sega?", è nato, per usare termini di facile interpretazione, agli inizi dell'anno 2006.

La sua storia è parecchio travagliata, nato come Paladino, ha attraversato diverse fasi e intrapreso diverse scuole di combattimento (da piccolo alla domanda "cosa vorresti essere da grande?" era solito rispondere "il mio gatto si chiama Guantino"), militando per un certo periodo nei Cavalieri della Luce, per essere poi reclutato, una fredda sera, da Esmeralda, per rifornire la Gilda dei Mercenari di fresca carne da macello. Non era molta, l'esperienza nei combattimenti che si portava sulle spalle, ma la buona volontà e la pazienza dei suoi compagni, l'aiutarono molto nelle pericolose terre LeUniane. 

Prese dimora abusivamente all'ultimo piano della Torre di Alahrim, ad Alma, e da lì iniziò il suo sogno di diventare "qualcuno" nel mondo. O perlomeno nella sua Gilda. I tempi del BoscoVerde e di Allania erano ormai lontani, le cicatrici dei morsi del Tarrasque ormai avevano smesso di fare male, quando in una assolata mattina estiva, lo Spirito di Sergei intrappolato nel maniero di Ravenloft, decise di donargli l'ultima skaglia di drago per forgiare l'ambita corazza. Questo segnò l'inizio del declino della lucidità mentale di Xivass.

Proprio perchè più adatto al combattimento, prese, negli anni, un'infinità di botte alla testa, che compromisero seriamente la capacità critica ed il giudizio del giovane Pala-Rang-Pala-Barbaro, il quale si rivelò, ad ogni modo, utile sul campo alla Gilda dei Mercenari, nella guerra a Eldorado contro la Gilda di Lama e Pietra. Gli anni passarono velocemente, le impese di Xivass assieme ai Mercenari aumentarono: dalla scoperta della città dei Drow alle indicibili sconcezze che si dice avvengano le notti in cui si organizzano festeggiamenti all'interno della Gilda, delle quali non si farà parola su queste pagine. Da sempre appassionato di fai-da-te, Xivass si è creato la quasi totalità dell'equipaggiamento con le proprie mani, attingendo da...tutto ciò che riusciva a distruggere per strada nei suoi rari momenti d'ira: dal tombino di scarico della Fontana della Pace di Alma, ad una delle banderuole del Castello di Ravenloft; la stessa bandiera della Gilda dei Mercenari ora si trova avvolta al suo corpo come mantello. Si dice che il tavolo che ora utilizza come scudo non sia mai stato rimpiazzato, giù alla locanda, e che ora al suo posto vi sia una effige del maleducato Barbaro alla quale periodicamente venga dato fuoco. Durante una scorribanda alla Cittadella senza Sole, lo scheletro di un arciere scoccò una freccia che gli colpì un occhio, ancora adesso i frammenti di quella freccia sono conficcati nel suo viso.

Da qualche anno è stato nominato Console da una seria e ponderata riunione di tutti i Mercenari (da quel momento è noto anche col nome di "Tozzi-Fan"), e dopo un lungo periodo di inattività dalle battaglie, è tornato ad aiutare i propri compagni Mercenari e i mai dimenticati amici dei Cavalieri della Luce