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Capitolo 1: La prima vita

Quando venni per la prima volta ad Alma, ero uno dei tanti spaesati che si affannavano vanamente tra le tante difficoltà di quel giovane mondo ancora in via di trasformazione. La mia arte era quella del guaritore, avevo avuto questo dono fin dai miei primi passi, e così mi diressi immediatamente versa la Chiesa più vicina. Lì trovai tanti amici ed un maestro che mi prese sotto la sua custodia per insegnarmi ad utilizzare al meglio le mie capacità. Viaggiando in terre sconosciute incappai spesso in nemici inaspettati e malvagi, che mi assalivano di nascosto senza scampo. Quei Briganti maledetti sulle montagne non li scorderò mai più. Fu così che, nonostante la mia indole, non imparai nulla per lungo tempo tanto che il maestro quasi cominciava a perdere la speranza nella mia riuscita. La svolta di quella mia esistenza avvenne quando incontrai un losco figuro, armato di tutto punto e dall’aria infida e traditrice. Il suo nome era Sicarius, e aveva bisogno delle mie cure solo per non doversi riposare più di tanto, credo che se gli fosse stato utile uccidermi non avrebbe esitato un istante. In ogni caso mi condusse nei sotterranei bui e tetri del tribunale, alla ricerca di uno strano serpente. Passava veloce da una stanza all’altra, aprendo panche, pareti e porte nascoste finché non mi trovai faccia a faccia con il formidabile rettile, stavo per fuggire terrorizzato, quando mi accorsi che era cieco ! Da quel giorno in poi il mio strano compagno di viaggio mi diede nuovi stimoli, e la mia forza di volontà divenne tale da non essere più scoraggiata per il resto della mia vita. Ricordo di quei giorni le temibili lotte contro il Beholder di Old Thalos, un orrendo mostro dai mille occhi tentacolari, e le spedizioni eroiche contro quello strano Albero che apparve d’improvviso. Non ero ancora forte per quelle spedizioni, ma il loro successo o insuccesso rendeva felice o infelice i cuori di tutto il mondo, era una sensazione tangibile e reale, era un mondo senza invidie e con tanta solidarietà. I miei amici di viaggio più frequenti negli anni successivi furono prevalentemente forti guerrieri, intrepidi maghi e incredibili psionici, ricordo MaxC, Corsaro, Zaq, Isiah Etabeta, e tanti altri che la memoria spesso estrae dai ricordi più lontani. Con questi compagni al seguito divenni un Chierico rispettato e generoso, tanto che il mio ultimo maestro, di nome Paul, che risiedeva nella ormai scomparsa Camelot sempre al fianco di Re Artù, non ebbe più nulla da dirmi. A quel tempo il mio amico psionico di sempre, ci si incontrava dai tempi del Colosseo, mi sussurrò all’orecchio di una nuova Gilda che stava fondando, quella dei Filosofi. Fui onorato e felice di aiutare l’Innominabile Hnntaahr nel suo compito di divulgazione e nell’ascoltare le sue innumerevoli preoccupazioni e progetti. Così nell’anno 182, il giorno 20 del mese delle Ombre Lunghe, mentre il sole stava già calando, assistetti alla nascita di quella Gilda, e fu proprio quella sera stessa che Hnntaahr in persona mi proclamò Filosofo. Il resto della mia prima vita è sfocato nella memoria, ma fu breve, poiché addormentatomi da Giulietta il mio corpo si rifiutò di alzarsi per lunghissimo anni, fino a che svanì dal mondo.



Capitolo 2: La seconda vita

La mia anima fu scossa da un tremito improvviso, oscuri presagi minacciavano i miei pensieri. Mi destai, volevo ritornare ad Alma. Tornai con la convinzione di praticare oltre che la mia antica arte anche quella del combattente. Visitai alcuni luoghi che spesso avevo visto nella mia vita precedente, e fui rammaricato per la mia assenza dall’elenco dei Filosofi custodito da Setarcos, che intanto era invecchiato parecchio. Poi incontrai Zaqhim, il nome mi ricordava molto Zaq dei tempi andati, e un po’ incuriosito mi presentai. Quando lo vidi arrossire e saltare di gioia capii che era lui, anche se ora non era più quel maghetto imbranato che doveva sempre sedersi per ricordare i suoi incantesimi. Mi convinse, ma non ci volle poi tanto, a rinunciare all’essenza guerriera e ad essere in tutto e per tutto uguale al mio predecessore. Felicissimo di farlo, e con spirito rinnovato ho cominciato così la mia nuova vita, e seppure il mondo fosse cambiato sotto molti aspetti, ho trovato compagni di avventura che hanno percepito la mia indole pacifica e non avida e mi hanno aiutato a crescere, per cui sto ritornando con fatica alle conoscenze che possedevo un tempo. Questi miei amici sono quasi tutti appartenenti al clan dei Salii, un clan che non ricordavo, ed infatti non potevo poiché non esisteva, che persegue obiettivi giusti e conformi ai miei. Di questa mia nuova vita mi hanno emozionato le sfide del Palio e le molte aree che sono emerse nel mondo dalle profondità del mare. Alcune città hanno cambiato il proprio nome, ma per fortuna gli abitanti hanno sempre le stesse abitudini. Quello che non è mutato nel tempo è quell’orribile mostro a forma di palla con cui sembro avere una sfida aperta ogni volta che lo vedo. Oggi lo si visita molto meno che un tempo, ma per ben due volte mi è accaduto che quel nefando mostro uccidesse i miei compagni di viaggio e mi inseguisse per non farmi fuggire. E per ben due volte ha cominciato a straziarmi il corpo, ma per fortuna o forse perché un Dio guarda i miei passi è bastato in entrambe i casi un unico colpo della mia arma per finire quella creatura di morte. Ora sto scontando quella fortuna perché nemici molto più forti e potenti calcano il nostro mondo e sono stato sconfitto più volte. Devo confessare poi che sono rimasto di stucco quando vidi per la prima volta in questa nuova vita Hansolo ed Hnntaahr, il primo divenuto il Dio Creatore, il secondo Immortale. Ma se con Hansolo non avevo ricordi particolari di Hnntaahr ricordavo bene molte cose e quando lo strinsi tra le braccia lo feci con tanta forza che sillabe scapparono ovunque ! Mi spiegò cosa era accaduto alla Gilda dei Filosofi e perché il mio nome era stato cancellato dall’elenco, mi spiegò anche come non era riuscito a risvegliare il mio corpo nella vita precedente, insomma parlammo dei tempi andati e forse ho spesso annoiato alcuni compagni con quelle vecchie storie. Ora mi sento meno legato al passato e comincio a ricordare eventi di questa vita che non reggono il confronto. Partite di carte, orge programmate e chiacchierate di una bassezza tale che Balin, ai tempi del nano, al confronto era un gigante.