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Sono nato ormai 40 anni fa in una oscura grotta del popolo degli elfi oscuri. Sembrava che l'assenza di luce dovesse guidare la mia vita sin dall'inizio. Ma non fu cosi'. Rivelai prestissimo un talento per le arti magiche, e sebbene avessi qualche talento potenziale in altri campi, come in quello della furtività, consacrai la mia vita alla magia: non quella che scaturisce dalla fede, ma quella che viene da dentro ognuno di noi. Sentivo il mio potere, e decisi che non potevo rinunciarvi. E non nutrivo troppa fede negli dei, che mi avevano condannato ad un'esistenza buia, solo in mezzo ad un popolo egoisita e malvagio.

Decisi di andarmene di casa, e solo ora comprendo pienamente l'importanza di quel gesto: allora provai soltanto un immenso dolore. La luce che trovai, il Sole, ben diversa dalla fioca luminosità presente nelle città del mio popolo, mi ferì gli occhi: tutto intorno a me si oscuro', e mi trovai a rotolarmi a terra per il dolore. Non avevo ancora la capacità necessaria a schermarmi dal sole, proteggere i miei occhi e la mia pelle dalle radiazioni per me mortali. 

Attraverso percorsi noti soltanto a noi elfi oscuri giunsi ad Alma Civitas, giovane, impaurito, debole, disorientato. A fatica trovai la Gilda in cui si addestrano i Maghi almiriani, dove imparai i miei primi incantesimi... ma oltre ad essi possedevo soltanto una lacera veste nera e nulla più. 

Mentre vagavo impressionato dalla grandezza del luogo, fui avicinato da una forma oscura: penetrai con facilità il globo di tenebra che lo avvolgeva e non trattenni la gioa nel vedere un altro drow! Mi disse di chiamarsi Vitenx e si offrì di aiutarmi. Lo seguii, come un cucciolo di cane con un uomo che si prende cura di lui. Ed egli mi vesti', dandomi un aspetto più consono ad un mago... ma, contemporaneamente, portando la mia anima nuovamente verso gli oscuri abissi da cui avevo cercato di liberarmi. Preso da una rabbia terribile, cominciai una carriera, breve ma fruttuosa, di efferati assassinii: e più combattevo in preda alla furia cieca per la mia condizione, più sprofondavo. Più volte il mio corpo fu spezzato, ma ogni volta mi rialzai. Ed i miei sempre più timidi tentativi di tornare al sentiero luminoso si facevano sempre più radi...

Poi, una sera, appena uscito dalla stanza che affittavo da Giulietta, fui avvicinato da un uomo bianco vestito, con una lunga barba bianca (Non dico chi è :))), il quale mi parlò di un Ordine, il Sacro Ordine dei Salii, cui egli apparteneva, un Ordine costituito da persone che avevano dedicato la propria vita al perfezionamento di un'Arte soltanto, mentre troppo spesso, nel mondo, gli esseri umani e membri di altre razze disperdevano la propria esperienza nel faticoso tentativo di apprendere più Arti.

Confesso di essere rimasto colpito dalle parole del Mago, dal modo in cui mi spiegava scopi e finalità dei Salii, e decisi che, una volta raggiunta l'esperienza necessaria, avrei richiesto il Noviziato. E dopo poco, il Magister Novitiorum Hellspawn mi reclutò, e dal quel momento, fino ad ora, credo siano passati più di 15 anni, mi sono fregiato del titolo di Novitius. 

Non credo ci sia altro da aggiungere, poichè la mia storia prosegue su binari che ho costruito con il contributo fondamentale di tutti i Salii, sebbene la mia massima stima vada sempre alla nostra Veste Bianca, senza i cui consigli, a quest'ora starei ancora a tentare di uccidere la bestia nera, o, peggio, avrei desistito ed il mio posto nelle terre di Alma sarebbe stato preso da qualche altro avventuriero, esperto in più classi :))



Ave atque Vale,



Linstar il Drow, Mago [Feziale]